Il GiardinodelleIdee

17 Gennaio 2008

edu 2.0: benvenuto nel futuro della formazione

Archiviato in: Web 2.0, eLearning, social network — Tag:, , , — admin @ 21:18

benvenuto nel futuro della formazioneQuesto è lo slogan di un servizio 2.0 per la creazione e la gestione di aule virtuali. Ma edu 2.0 non è sono un , è un CMS, un Social Network, un RSS Aggregator e un social software tool, tutto insieme.

Grazie a edu2.0 è possibile insegnare, apprendere, utilizzare e condividere risorse e unirsi ad una community esistente.

E’ diviso funzionalmente in: Insegna, Impara, Risorse, Comunità

Ecco alcune caratteristiche:

  • Conferenza via web:utilizzo della video conferenza nelle tue classi
  • Mobile : integrazione con i telefoni cellulari
  • Ulteriore supporto dalla comunità: permettere ad insegnanti e studenti di collaborare su attività e ricerche
  • Ulteriori attività: vari giochi divertenti per aiutare l’apprendimento
  • Etichettatura:capacità di etichettare la tua homepage secondo le preferenze della tua organizzazione
  • Evidenziatura del registro dei voti:iche include la valutazione, le medie e lo scostamento standard, import/export
  • Pagelle: frequenza degli studenti, voti, ecc.
  • Ulteriori risorse:almento 50.000 nuove risorse, includendo vari ulteriori curricula
  • Importazione/esportazione standard:Supporto per la terza edizione dello SCORM 2004

Sembrerebbe un buon servizio per gli insegnanti: da provare!

7 Dicembre 2007

Qualcuno conosce Lois Weisberg ???

Archiviato in: social network — admin @ 12:40

In puro stile “Informal Learning”… ieri ho iniziato una riflessione con Antonio sul ruolo dei “collettori” di relazioni sociali in un contesto didattico.

All’improvviso un insieme di input, che prima i miei schemi mentali ignoravano, sono venuti alla luce. Ecco allora che Maria Grazia riprende una riflessione partita da Gianandrea Giacoma e Davide “Folletto” Casali sulla ricerca di elementi teorici per la progettazione di social network.

Facciamo un attimo il punto della questione.
Sono noti gli studi di Milgram sui “sei gradi di separazione”, nonchè i modelli definiti “piccolo mondo” (ben descritte in un documento di Francesco Virili). Marc Granovetter ha analizzato la qualità e la quantità delle relazioni ai fini della ricerca di un impiego lavorativo.

Ma in ambito formativo?  in un contesto informale di apprendimento che ruolo assumono i “collettori” alla Lois Weisberg? Possono le dimensioni della rete influenzare i processi di apprendimento? In questo contesto cambia il quadro di riferimento con l’introduzione di tecnologie “leaning forward mode” tipo palmari o cellulari?

Domande aperte su cui rifletterò… invito ovviamente aperto a tutti ;-)

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