Archivi per la categoria ‘Piattaforme’

E-Yes: piattaforma e-learning per non vedenti

venerdì, 12 settembre 2008

Il progetto, ideato dall’Università di Pavia, si chiama e-Yes e prevede la realizzazione di una nuova piattaforma per non vedenti.

Il progetto e-Yes, finanziato dall’Unione Europea, nasce allo scopo di realizzare una piattaforma completamente accessibile per studenti e docenti non vedenti.
E-Yes vuole dare quindi la possibilità a persone non vedenti di formarsi e acquisire nuove competenze con corsi a distanza. L’innovativa interfaccia, ideata e progettata dal Dipartimento di Informatica e Sistemistica (facoltà di Ingegneria) dell’Università di Pavia, diretto dal prof. Gianni Danese, è stata presentata oggi nell’Aula Magna dell’Università.

Il progetto e-Yes si pone come obiettivo l’introduzione di strumenti innovativi basati sulle nuove tecnologie per i processi di formazione professionale destinati a utenti ipovedenti e non vedenti.
Questi strumenti di nuova concezione potranno essere utilizzati da enti pubblici, centri di formazione professionale e aziende interessate a investire nel campo della formazione per non vedenti.
Il progetto si propone di integrare la formazione a distanza con nuovi strumenti di collaborazione in rete, per creare vere e proprie community composte da studenti e docenti, raggiungibili ovunque essi risiedano fisicamente.
In particolare, i beneficiari del progetto saranno soprattutto i lavoratori non vedenti che vogliono seguire i corsi di formazione online offerti dai datori di lavoro e che spesso sono esclusi dall’offerta formativa in quanto gli strumenti utilizzati sono per loro raramente accessibili. Allo stesso modo, e-Yes mira a far acquisire nuove competenze ai lavoratori che desiderano cercare nuove opportunità di lavoro, così come ai disoccupati che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

(fonte: PubblicaAmministrazione.Net)

Audio/Video, moodle e web conference

sabato, 5 gennaio 2008

L’inserimento all’interno di un progetto didattico di eventi audio-video, sincroni o asincroni, è senza dubbio un ulteriore stumento che si aggiunge alla cassetta degli attrezzi di un buon Instructional Designer.
Fino a qualche tempo questa tipologia di attività fa era ad esclusivo appannaggio delle più grandi e blasonate software house.

Poi, circa 4 anni fa, Macromedia mise in commercio il suo Flash Communication Server, un framework basato su tecnologia flash, finalizzato  alla costruzione di applicazioni in . Da quel momento molto è cambiato. Alcune delle piattaforme più importanti per il video-sharing utilizzarono proprio quel sistema ed a qualcuno è riuscita la commercializzare di sistemi per lo e sessioni di videoconferenza, anche grazie agli ottimi tutorial inclusi nel pacchetto

Però l’integrazione con le piattaforme (leaning management system) era ancora lontana. .

Qualche mese fa io stesso esultai per il lavoro fatto da una software house di Bombay, con il software DIM DIM. Uno dei primo (forse l’unico) ambiente di integrato con .

Nel frattempo Adobe ha rilasciato BRIO, versione ridotta di CONNECT, come soluzione gratuita per condividere lo schermo con un massimo di tre persone. Brio integra al suo interno una chat testuale, una lavagna condivisa, vari strumenti per fare annotazioni, possibilità di effettuare videoconferenze e condividere file e video. Però non è integrato con nessun .

Invece inaspettatamente ecco che viene rilasciato quanto aspettato da tempo (ne faccio pubbliche scuse!)

Il gruppo di sviluppo dell’Università del Piemonte Orientale ha reso disponibile il loro FMSmeeting.

è un tool di Virtual Classroom sviluppato per favorire la comunicazione tramite l’utilizzo di videoconferenza e lavagne virtuali comuni (fino a sette per stanza) condivise tra docenti e discenti, sulle quali poter scrivere, disegnare e “proiettare” diapositive. Completamente e nativamente integrato con .

Prerequisiti per il funzionamento di

Al più presto mi impegno ad installarlo e darne le mie valutazioni.

Un PLE targato Google?

mercoledì, 22 novembre 2006

Google allarga ulteriormente la sua offerta e cerca ora di entrare in modo organico nel mondo education. La proposta si chiama Google Apps for Education (esiste anche la versione italiana): una suite di applicazioni: e-mail, messaggistica, calendario (che sono già ben noti) oltre a Page Creator (un editor WYSIWYG di pagine Web, questo è un esempio che ho realizzato, letteralmente, in pochi secondi…) e ad una start page personalizzabile.

In pratica una scuola, università o altro tipo di organizzazione, aderendo al servizio, potrebbe offire a studenti, professori e personale amministrativo un insieme di servizi di base, personalizzati con il dominio e il brand dell’organizzazione, basati sulla tecnologia Google e gestiti da Google, tutti web based, senza necessità di installare alcun software sui server interni.

E’ evidente come questi servizi possano poi facilmente essere connessi agli altri Google-services, primo tra tutti Blogger, realizzando così un autentico Personal Learning Environment Google-based! Tra l’altro, è esplicitamente evidenziato come i servizi possano essere estesi agli ex-studenti: la continuità del servizio oltre il tempo dell’iscrizione al corso è uno degli elementi caratteristici dei PLE, contrariamente a quanto accade con le usuali piattaforme alle quali, di solito, si perde il diritto di accesso al termine del corso.
Non sono ancora chiari i costi di questa iniziativa, per ora è possibile solo registrarsi per avere accesso ai servizi in versione beta.

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Rilasciata la versione 1.5.33RC1 della piattaforma e-learning ATutor

giovedì, 16 novembre 2006

ATutor 1.5.3.3RC1 has been released. This is primarily a maintenance release, with lots of little bug fixes and adjustments. This release candidate is for testing purposes, and for feedback from current users. The final release will come in two or three weeks, after which current systems can be upgraded. For those with a well functioning version of 1.5.3.2, an upgrade will probably not necessary.

*This version also has a few new features, including*

1. Saved custom language, which can be automatically maintained from upgrade to upgrade.
2. Partial language packs can be imported directly from the language database for local translation.
3. Forums threads can now be moved.
4. Administrators can now change ATutor’s time zone. Requires MySQL 4.1.3+
5. Display Name Preference can be set to display users’ real name, or login name

*Full list of changes*
http://www.atutor.ca/atutor/mantis/changelog_page.php

*Download ATutor 1.5.3.3RC1 *
http://atutor.ca/atutor/download.php

*Post Bug Reports*
http://atutor.ca/forum/3/1.html

*Translation*
Translators are encouraged update the ATutor language database now. Login to MyATutor to begin translation.

MyATutor (Translation)
http://www.atutor.ca/my/

Approximately 250 language items have been removed in an effort to reduce translation time. This was done primarily by consolidating similar language into one language item, with interchangeable variable values dynamically inserted. As a result existing 1.5.3.2 language packs will not be compatible with this version of ATutor, and adjustments will be required. Only about 20 new language items have been added in this release.

[tags], , ATutor[/tags]

Elgg e Elgg Spaces

mercoledì, 8 novembre 2006

Ecco un esempio di come si possa (almeno provare a) rendere economicamente sostenibile un progetto del Web 2.0.

Gli autori di Elgg, uno dei primi social software a proporsi come ambiente personale di apprendimento (i Personal Learning Environment dei quali si parla diffusamanente anche nel libro), hanno lanciato Elgg Spaces, un servizio chiavi-in-mano per organizzazioni che volessero utilizzare Elgg senza installarlo su propri server. Elgg Spaces è proposto come servizio a pagamento (a partire da 50 sterline al mese per 200 utenti) o gratuito (fino a 50 utenti, con pubblicità).
L’idea è semplice: il software è , gratuito per chi vuole installarlo da solo, tuttavia si offre un servizio a pagamento per finanziare il progetto.
Funzionerà? Ce la faranno David e Ben?
A loro vanno intanto i nostri più sinceri auguri!

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Una seconda vita per Moodle?

martedì, 7 novembre 2006

E’ stato presentato Sloodle, un progetto che prevede l’integrazione nella celebre piattaforma (VLE ) delle funzionalità di “mondo 3D” rese famose dal celebre sito Second Life. In E-learning 2.0 parliamo della crescita tendenziale degli ambienti 3D. Anche in ambito educativo ci sono interessanti esperienze in questo senso (vedi ad esempio Whyville). La “vita alternativa” sembra fornire importanti stimoli. In questo caso abbiamo la possibilità di frequentare un corso in direttamente in una classe interattiva tridimensionale che rende disponibili le risorse e le funzioni disponibili in realtà virtuale.

Resta da capire che senso abbia tutto questo. Se l’idea di formazione è ancora quella di riprodurre in rete (vedi immagine sotto, tratta proprio da Sloodle) una classe tradizionale, ma in 3D non è che si facciano molti passi in avanti dal punto di vista didattico.

Non solo siamo ancora nell’ambito delle “piattaforme”, ma si usa la tecnologia per mascherare il vecchio (l’aula con i banchi) come se fosse il nuovo. Nonostante si tratti di una interessante ibridazione (è un interessante mashup) siamo ancora ancorati ad una visione dell’ 1.0.

Sloodle

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