Archivi per la categoria ‘e-learning’

Audio/Video, moodle e web conference - seconda parte

lunedì, 7 gennaio 2008

Flash media server Approfondiamo la questione dell’integrazione Moodle con l’Adobe Flash Media Server.

Partiamo con la presentazione del server di .
Flash Media Server (FMS) è un software server, già rilasciato da Macromedia (con il nome di Flash Communication Server), per lo multimediale. Fornisce un ambiente di sviluppo flessibile per creare e sviluppare innovative applicazioni multimediali interattive, destinate al pubblico più vasto possibile.

Le potenzialità di questo ambiente si comprendono subito guardando i componenti che il sistema mette a disposizione, questi oggetti possono essere inseriti facilmente in un qualsiasi progetto flash.

architettura RTMPQuindi l’architettura del sistema è così strutturata: da un lato l’application server FMS mette a disposizione le risorse per gestire i pacchetti in attraverso il protocollo RTMP, dall’altro l’applicazione flash utilizza le classi che il FMS ci mette a disposizione per gestire gli eventi . Il tutto realizzato tramite i servizi di un server WEB, che si occupa della pubblicazione delle pagine HTML/FLASH.

Una volta installato il server possiamo accedere direttamente ad alcune applicazioni dimostrative, di per sè già molto interessanti!Dimostrazioni FMS

Il lavoro del gruppo di sviluppo dell’Università del Piemonte Orientale è stato quello di creare alcune pagine in tecnologia Flash che da un lato si interfacciano con l’application server FMS e dall’altro con la gestione degli utenti e delle attività di .

Il sistema, denominato , è un tool di Virtual Classroom sviluppato per favorire la comunicazione tramite l’utilizzo di videoconferenza e lavagne virtuali comuni (fino a sette per stanza) condivise tra docenti e discenti, sulle quali poter scrivere, disegnare e “proiettare” diapositive.

Per poterlo utilizzare abbiamo bisogno di:

  1. un server di , quindi una macchina connessa in rete con installato FMS. Questa macchina può essere sia Windows che Linux, dato che il FMS è rilasciato per entrambe le piattaforme. Ovviamente deve avere caratteristiche hardware e banda disponibile per fare fronte alle richieste dei vari client. Adobe rilascia il FMS con questa politica di pricing, inclusa anche una versione ridotta gratuita per gli sviluppatori.
  2. Installare le componenti lato server rilasciate dal gruppo WI_PIE
  3. Ovviamente. Avere installato e funzionante. Quindi significa avere un server WEB
  4. Installare su le componenti lato client rilasciate dal gruppo WI_PIE

A questo punto è possibile utilizzare il sistema. Nei prossimi giorni provero ad utilizzarlo e vene darò maggiori dettagli, nel frattempo qui c’è una guida all’uso. Invito chiunque voglia testare direttamente quanto ho qui scritto a contattarmi.

Concludo questo lungo post con l’invito, rivolto a sviluppatori flash o allo stesso gruppo WI_PIE, a migrare verso l’adozione del server di streaming Open Source RED5. In questo modo si raggiungerebbe il massimo :-)

Audio/Video, moodle e web conference

sabato, 5 gennaio 2008

L’inserimento all’interno di un progetto didattico di eventi audio-video, sincroni o asincroni, è senza dubbio un ulteriore stumento che si aggiunge alla cassetta degli attrezzi di un buon Instructional Designer.
Fino a qualche tempo questa tipologia di attività fa era ad esclusivo appannaggio delle più grandi e blasonate e-learning software house.

Poi, circa 4 anni fa, Macromedia mise in commercio il suo Flash Communication Server, un framework basato su tecnologia flash, finalizzato  alla costruzione di applicazioni in . Da quel momento molto è cambiato. Alcune delle piattaforme più importanti per il video-sharing utilizzarono proprio quel sistema ed a qualcuno è riuscita la commercializzare di sistemi per lo e sessioni di videoconferenza, anche grazie agli ottimi tutorial inclusi nel pacchetto

Però l’integrazione con le piattaforme LMS (leaning management system) era ancora lontana. .

Qualche mese fa io stesso esultai per il lavoro fatto da una software house di Bombay, con il software DIM DIM. Uno dei primo (forse l’unico) ambiente di integrato con .

Nel frattempo Adobe ha rilasciato BRIO, versione ridotta di CONNECT, come soluzione gratuita per condividere lo schermo con un massimo di tre persone. Brio integra al suo interno una chat testuale, una lavagna condivisa, vari strumenti per fare annotazioni, possibilità di effettuare videoconferenze e condividere file e video. Però non è integrato con nessun LMS.

Invece inaspettatamente ecco che viene rilasciato quanto aspettato da tempo (ne faccio pubbliche scuse!)

Il gruppo di sviluppo dell’Università del Piemonte Orientale ha reso disponibile il loro FMSmeeting.

è un tool di Virtual Classroom sviluppato per favorire la comunicazione tramite l’utilizzo di videoconferenza e lavagne virtuali comuni (fino a sette per stanza) condivise tra docenti e discenti, sulle quali poter scrivere, disegnare e “proiettare” diapositive. Completamente e nativamente integrato con .

Prerequisiti per il funzionamento di

Al più presto mi impegno ad installarlo e darne le mie valutazioni.

Comunicazione sincrona sul web?

mercoledì, 28 febbraio 2007

Se la vostra esigenza è quella di trovare un canale di comunicazione sincrona attraverso il web e se volete che questo canale sia collegato con quelli di messaggistica istantanea che usate più spesso… allora plugoo fa al caso vostro!

Cosa fa Plugoo? niente di più semplice, l’interconnessione tra i maggiori sistemi di messaggistica istantanea (MSN, Yahoo, AIM, Jabber, ICQ, Google talk, jabber) e le pagine web (protocollo HTTP).

In concreto, ci si registra sul sito e si inseriscono i dati di connessione del sistema di messaggistica istantanea (IM). Plugoo chiede poi di personalizzare i colori e i messaggi predefiniti, quindi rilascia un codice html pronto per essere incollato su qualsiasi pagina web/blog/LMS.

Il codice richiama un plugghino in flash che realizza l’interconnessione. Il messaggio inviato dalla pagina web arriva come un messaggio inviato da un’altro utente del messenger, con il quale si può interloquire.

Il sistema prevede installazioni automatiche per Typepad e blogSpirit mentre tutorial per overblog, canalBlog, blogger, mySpace.

Unica pecca, o per meglio dire limite, supporta una connessione chat per volta. Il secondo può inviare il messaggio ma trova l’utente “occupato”.

Per chi volesse provarlo, o chattare con me :-)  lo trova lì a destra.

L’Immersive Learning Simulations è il futuro dell’e-Learning?

mercoledì, 7 febbraio 2007

Immersive Learning Simulation - the eLearning Guild ResearchQuesto è il titolo di una pubblicazione edita da “The eLearning Guild - Research“, la comunità di professionisti che orbitano nella sfera dell’e-learning.

Il testo è un volume di 340 pagine che, a partire da una ricerca condotta su un migliaio di esperti, mostra lo stato dell’arte su questa modalità di creazione dei contenuti didattici. Del testo è disponibile gratuitamente anche una riduzione di 84 pagine.

L’Immersive Learning Simulation punta l’accento dell’esperienza didattica sul coinvolgimento dello studente, attraverso cui si massimizza l’efficacia dell’apprendimento, nei termini di messa in pratica di quanto appreso. In questo senso un contenuto didattico si può dire coinvolgente quando è avvincente e divertente, applicabile utile e concreto, interattivo.

In alcuni aspetti questa modalità di interagire con i contenuti di apprendimento riporta in primo piano i costrutti del costruzionismo di Seymour Paper, secondo cui il processo di apprendimento è un processo di costruzione di rappresentazioni più o meno corrette e funzionali del mondo con cui si interagisce. Le simulazioni tendono a ricreare quel contesto di riferimento con cui ci si trova a interagire.

Resta il dubbio dei costi di produzione di questi ambienti di apprendimento, se pensiamo che dall’altro lato si tende a semplificare ed a velocizzare! ;-)

Online il secondo numero di elearning papers

giovedì, 18 gennaio 2007


E’ on line il secondo numero di Elearning Papers.
Si parla di Qualità dell’e-learning

di seguito la newsletter informativa.*********************************************************************************
Qualità nell’e-learning
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Se analizziamo a fondo l’argomento, vedremo che molte promesse dell’e-learning non si sono ancora avverate. Il modo per raggiungere il successo nell’e-learning diventa una questione particolarmente pressante quando si passa da una fase di “adozione precoce” a un’offerta più generale. In un mercato europeo dell’istruzione è fondamentale avere una visione chiara della qualità nell’e-learning. Finora sono stati elaborati concetti e approcci di vario tipo per contesti e scopi diversi.

Il concetto di qualità nella percezione pubblica e nel dibattito in corso ha acquisito l’importanza di un leitmotiv per l’ambito educativo in tutti i paesi d’Europa, altrettanto importante di quanto lo furono l’uguaglianza o l’orientamento scientifico nei dibattiti educativi sorti negli anni Settanta in alcuni paesi europei. La qualità nell’e-learning è diventata uno slogan per le politiche educative e per i professionisti, e una forte richiesta da parte degli allievi. Raggiungere un alto livello di qualità è un obiettivo molto ambito, nonché oggetto di ampio dibattito in tutti i segmenti della società e dell’istruzione. Ed è caratterizzato non tanto da una definizione precisa, quanto piuttosto da una connotazione positiva.

Pierre-Antoine Ullmo & Ulf-Daniel Ehlers

Leggi l’editoriale completo:
(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=volume&vol=2)

Articoli
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by Ulf-Daniel Ehlers:
Towards greater quality literacy in a eLearning Europe
(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&doc_id=8549&doclng=6)
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by Ulf-Daniel Ehlers:
The “E” - Empowering Learners: Myths and Realities in Learner-Orientated eLearning Quality
(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&doc_id=8550&doclng=6)
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by Graham Attwell:
Personal Learning Environments - the future of eLearning?
(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&doc_id=8553&doclng=6)
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by Paul Davey:
Interview: Can technologies offer intelligence in tutoring? Interviewee Ulrich Hoppe, Professor of Cooperative and Learning Support Systems
(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&doc_id=8555&doclng=6)
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by Werner B. Korte, Tobias Hüsing:
Benchmarking Access and Use of ICT in European Schools 2006: Results from Head Teacher and A Classroom Teacher Surveys in 27 European Countries

(http://www.elearningpapers.eu/index.php?page=doc&doc_id=8558&doclng=6)
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AVVISO LEGALE IMPORTANTE
Le informazioni fornite in queste pagine sono soggette a una clausola di esenzione di responsabilità (http://europa.eu.int/geninfo/disclaimer_it.htm) e a un avviso di copyright (http://europa.eu.int/geninfo/copyright_it.htm)

Rapid-elearning.it apre i battenti

sabato, 6 gennaio 2007
Finalmente ci siamo! Rapid-elearning.it apre i battenti.Ogni nuovo progetto si porta dietro aspettative, speranze e prospettive di sviluppo, Rapid-elearning.it non è da meno. Attraverso questo sito-blog cercheremo di delineare un quadro quanto più completo possibile circa il Rapid e-Learning, una metodologia di sviluppo, ma anche strumenti software dedicati, per la produzione di contenuti didattici ovvero Learning Object.
La caratteristica principale del “Rapid e-Learning” è collegata alla produzione ed erogazione di materiali didattici a basso costo e con tempi ridotti di sviluppo.Perché ha ottenuto un grande successo? Che differenze ci sono rispetto all’e-learning tradizionale? Qual è il ruolo in questo ambito di alcune figure chiave dei processi di sviluppo? A quali esigenze risponde? Come si realizza? Quali sono i pro e i contro? Queste sono alcune delle domande a cui cercheremo di dare una risposta.
L’idea nasce dalla mia esperienza all’interno del master universitario “progettista e gestore di formazione in rete” e si concretizza con l’articolo rilasciato in versione integrale. Questo elaborato vuol essere la base di partenza della riflessione attorno a questo argomento.

Ma trattando di Rapid e-learning non dimenticheremo di citare argomenti a questo strettamente collegati: i learning object, lo standard SCORM, il Knowledge Management, etc. Li tratteremo direttamente o attraverso la rete di blog a noi collegata.

Quindi, buona lettura e spero buona partecipazione :-)
Fabio Ballor

Stili di comunicazione, soddisfazione ed efficienza in gruppi di lavoro online

venerdì, 8 dicembre 2006

Ripubblico un lavoro presentato al 1° convegno del sie-l (società italiana e-learning)

Stili di comunicazione, soddisfazione ed efficienza in gruppi di lavoro online

Stefano Ruggieri, Stefano Boca - Dipartimento di Psicologia Università degli Studi di Palermo
Fabio Ballor - Ideosfera - Formazione in Rete

Sotto l’etichetta di Knowledge Management vengono oggi catalogate diverse tecniche di gestione strategica, tecnologica e culturale dei processi di acquisizione, conservazione, condivisione e verifica delle conoscenze. Tuttavia il repertorio più ricco è quello costituito dal sistema di comunicazione aziendale.
Obiettivo di questo studio è di contribuire alla comprensione della natura e del ruolo delle interazioni nei contesti sociali gestiti tramite comunicazione mediata dal computer (e-learning, knowledge management, ecc.), nel tentativo di rilevare che è possibile differenziare le modalità comunicative che avvengono in situazioni ove la sincronia e l’asincronia dello scambio giocano un ruolo determinante.
All’interno di un disegno di ricerca 2 (rete comunicativa: centralizzata vs. decentralizzata) x 2 (modalità di interazione: sincrona vs. asincrona), sono state sottoposte ad una serie di analisi sperimentali le quattro modalità tipiche della comunicazione mediata: il newsgroup moderato, il newsgroup non moderato, la chat moderata, la chat non moderata, utilizzati come banco di prova nella soluzione negoziale all’interno di una situazione di gioco psicologico. I gruppi sono stati
impegnati su quattro dilemmi sociali (Spaltro e Morando, 1975) ed il loro obiettivo era di interagire giungendo ad una dichiarata soluzione condivisa (o meno) all’interno del gruppo entro il tempo limite.
I partecipanti all’esperimento (96 soggetti) sono stati reclutati su base volontaristica fra tre gruppi caratterizzati da esperienza e atteggiamento di fondo positivo nei confronti delle interazioni tramite il web: 32 studenti universitari afferenti ad un corso di laurea umanistico (Lingue e letterature moderne per il web), 32 studenti con un approccio più tecnico (Facoltà di Ingegneria) e 32 soggetti reclutati su base volontaristica grazie ad un avviso pubblicato sul sito web di un provider nazionale. Ogni soggetto è stato assegnato a gruppi omogenei di quattro individui ciascuno ed ogni gruppo è stato assegnato ad una delle quattro condizioni sperimentali.
Lo studio ha valutato questi gruppi lungo una serie di dimensioni, tra le quali: efficacia ed efficienza nel portare a termine il compito loro assegnato, una analisi differenziale relativa alle comunicazioni all’interno dei gruppi attraverso strumenti dell’analisi conversazionale (Ruggieri, Boca e Ballor, 2002; Scott, 1997) ed alla corrispondente soddisfazione nell’utilizzo di ognuna delle specifiche situazioni sperimentali (Mason e Griffin, 2003).
I risultati tendono a mostrare una assenza di differenziazione nei tre gruppi di riferimento, mentre traspaiono diversificazioni piuttosto nette relativamente alla qualità delle interazioni nelle quattro condizioni sperimentali, per ciò che attiene gli aspetti più legati all’interazione, alla soddisfazione ed alla efficienza nella soluzione del compito.

nuove prospettive tecnologiche per l’e-learning: elementi di convergenza tra l’e-learning 2.0 e il rapid learning

domenica, 3 dicembre 2006

Quasi per caso ho scovato le diapositive della tesi di laurea di Antonio Fini - Nuove prospettive per l’e-learning: dai learning object ai personal learning environment -

Il lavoro di Antonio si inserisce nel percorso delineato anche dal libro e-learning 2.0 e mi ha dato qualche elemento di spunto rispetto alla riflessione che sto conducendo.

Sto lavorando intorno al “rapid learning”, ovvero quella branca del mercato e-learning che mette in risalto due criticità dell’attuale processo produttivo dei contenuti didattici: il tempo di produzione e le risorse necessarie alla produzione.

Detto in questi termini la questione potrebbe ridursi ad un aspetto puramente commerciale (o di marketing) del mercato degli authoring tools… ma, ad una lettura non superficiale, ci accorgiamo che così non è.

Le chiavi di lettura (velocità e costi) vanno associate a quella vasta area di conoscenza che non è formale, formalizzata in un curriculum ben definito.
Ecco che le necessità di informazione e divulgazione, tipiche della comunicazione quotidiana, diventano l’elemento portante di questa nuova area di sviluppo. Nel punto di incrocio tra in-formazione e formazione, tramite la comunicazione.

Il mio pensiero in questo momento si rivolge a quella parte di apprendimento informale che rientra nel più ampio Lifelong Learning o nell’ancora più ampio Knowledge Management.
L’apprendimento informale che strizza l’occhiolino a quello “intenzionale”. (rif alla slide 3 delle diapositive di Fini)

In questo quadro di riferimento, i servizi del cosiddetto web2.0, divenendo strumenti per l’e-learning 2.0, possono
essere considerati anche tools per il Rapid Learning?

Ci sto riflettendo :-)

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Contenuti didattici aperti per l’e-learning

venerdì, 1 dicembre 2006

Mi sembra interessante la nuova iniziativa della garamond in collaborazione con l’università della Tuscia, all’unterno del master di primo livello E-learning: progettazione e learning object“.

E’ stato aperto un blog con wordpress integrato con il plugin PodPress in cui verrannno pubblicati “Contenuti aperti per la didattica online”, ovvero lezioni e materiali liberamente utilizzabili, rilasciati con licenza creative commons.

Una prima video lezione è relativa alle interfacce per la didattica… da vedere!

Insomma, ben vengano queste iniziative!!! :-)

Master channel

Google apps per l’istruzione

giovedì, 23 novembre 2006

“Offri ai tuoi studenti la possibilità di condividere le loro conoscenze.
Lo scambio delle informazioni e delle idee è un elemento fondamentale
dell’apprendimento. Immagina quali enormi benefici potrebbe trarre
l’intera comunità dei tuoi studenti se potessero condividere un insieme
di servizi integrati di comunicazione e collaborazione potenti e
intuitivi. Con Google Apps per l’Istruzione puoi offrire a tutti i tuoi
studenti un innovativo servizio di posta elettronica, un programma di
messaggistica istantanea e un calendario eventi. Il tutto gratuitamente.

Questo è il lancio di google nel settore e-learning. In concreto google offre a scuole e università la possibilità di utilizzare i classici strumenti di e-mail e condivisione dei documenti, a cui google ci ha ormai abituato, ma, e qui c’è il passo interessante, con la possibilità di integrare il tutto in un ambiente personalizzato graficamente e strutturamente. Attraverso le API di google è possibile integrare il sistema scolastico con il sistema di gestione utenti di google, per iscrivere un nuovo utente o aggiungerlo alle mailing list.

I principali applicativi sono: Posta elettronica (gmail); Foglio di testo e di calcolo (Docs & Spreadsheets); Chat (google talk); Calendario (Google calendar); Condivisione delle informazioni (Google co-op) 

Il sito ufficiale di “google apps per l’istruzione”

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