Qualcuno conosce Lois Weisberg ???

In puro stile “Informal Learning”… ieri ho iniziato una riflessione con Antonio sul ruolo dei “collettori” di relazioni sociali in un contesto didattico.

All’improvviso un insieme di input, che prima i miei schemi mentali ignoravano, sono venuti alla luce. Ecco allora che Maria Grazia riprende una riflessione partita da Gianandrea Giacoma e Davide “Folletto” Casali sulla ricerca di elementi teorici per la progettazione di social network.

Facciamo un attimo il punto della questione.
Sono noti gli studi di Milgram sui “sei gradi di separazione”, nonchè i modelli definiti “piccolo mondo” (ben descritte in un documento di Francesco Virili). Marc Granovetter ha analizzato la qualità e la quantità delle relazioni ai fini della ricerca di un impiego lavorativo.

Ma in ambito formativo?  in un contesto informale di apprendimento che ruolo assumono i “collettori” alla Lois Weisberg? Possono le dimensioni della rete influenzare i processi di apprendimento? In questo contesto cambia il quadro di riferimento con l’introduzione di tecnologie “leaning forward mode” tipo palmari o cellulari?

Domande aperte su cui rifletterò… invito ovviamente aperto a tutti ;-)

Un Commento a “Qualcuno conosce Lois Weisberg ???”

  1. MapiK scrive:

    Folletto malefico scrive:
    …ehm no, infatti non conosco Lois Weisberg. :)
    Qualche spiegazione sintetica in merito sarebbe utile (giusto per avere un punto di partenza per poi approfondire su web e libri). :)

    ok!
    Era ovviamente uno scherzo. Lois Weisberg è una simpatica donnina (così almeno la descrivono) di Chicago protagonista di un racconto di M. Gladwell sul “New Yorker”.

    Maggiori dettagli qui
    http://www.orglab.unicas.it/materiali/ViriliTiconzero2006.pdf :-)